Riassunto del primo giorno di Valencia Mov(i)e Activism 2017

Si è concluso tra riscontri molto positivi il primo giorno del nostro festival del cinema documentario attivista a Valencia. Con i tre film presentati nel centro sociale La Fusteria, Javier e Cristina – che hanno reso possibile questa edizione spagnola – hanno voluto farci riflettere sul concetto di sovranità alimentare. I film sono stati apprezzati poiché trattarono temi rilevanti come gli OGM, le risorse finanziarie e la solidarietà.

GMO the Debate – Un'analisi obiettiva

Scene from the movie GMO the DebateIl primo in programma è stato GMO the Debate, scritto e prodotto da Alexandra Lopez e diretto da Lachezar Velinov. Quest'ultimo fece parte del team che produsse il famoso documentario americano Super Size Me. Nonostante non goda della stessa fama, GMO the Debate è senza dubbio un'eccellente documentario sulle controversie riguardanti gli OGM.

Il film in questione è una ricerca basata sulle domande che spesso vengono a galla nelle discussioni sulla materia. Quali sono i vantaggi degli OGM? Per chi costituiscono un vantaggio? Quali sono gli svantaggi e i potenziali rischi? Tuttavia, questi sono solo alcuni degli aspetti trattati più comuni. Gli spettatori hanno avuto occasione di ascoltare opinioni – spesso diametralmente opposte – di scienziati, avvocati, membri di organizzazioni ambientaliste e psicologi. In questo modo hanno potuto crearsi un'idea più ampia e completa – risultato cui gli autori stessi miravano.

Happy Without Money – Un personale approccio ad un problema globale

Anche se il secondo film è stato molto Image from the filming of the documentary Happy Without Money
più breve del precedente, di sicuro ha avuto un impatto ugualmente forte. Happy Without Money di Mahyar Hamidian è un ritratto di un giovane che ha deciso di dimostrare che è possibile vivere al di fuori delle leggi del capitalismo. Infatti, al rientro da un viaggio senza soldi a disposizione, il protagonista decide di scendere in uno sciopero del denaro. Questo film d'esordio dell'autore tedesco potrebbe essere un ottimo inizio di una lunga carriera cinematografica.

Food Anarchy – Riunirsi, cucinare, condividere e combattere

Dopo aver affrontato aspetti finanziari dell'esistenza umanaA scene from the documentary film Food Anarchy
e parlato di alternative che una persona può avere all'interno della società contemporanea, ci è parso quasi ovvio presentare un film che mira a offrire esempi pratici per migliorarla. Food Anarchy è un documentario diretto da Sasha Ihnatovich e prodotto da Tom Gomizelj. Si tratta di una breve panoramica delle attività di un gruppo di sostenitori sloveni del movimento internazionale Food not Bombs. Benché raffiguri solo un frammento del vasto movimento, questo film è un documento importante che mostra come le persone possano trovare soluzioni concrete al malgoverno.

Dai dibattiti teorici, attraverso atti dimostrativi e quelli volti a sensibilizzare le masse, fino alle varie soluzioni pratiche, il primo giorno del nostro festival cinematografico valenciano ha esplorato quasi tutti gli strumenti principali utilizzati per affrontare i problemi e le ingiustizie della nostra società. Con una selezione così ampia, gli organizzatori vollero permettere ai partecipanti soprattutto di imparare, oltre che stimolarli a condividere le loro esperienze e scambiare idee con attivisti provenienti da background differenti. E siccome ognuno dei tre film presentati offriva un punto di vista ed un approccio completamente diverso dall'altro, le discussioni al termine delle proiezioni presero varie direzioni. 

Il secondo giorno del festival ci porta in Cile e Palestina

Detto questo, non vediamo l'ora di darvi il benvenuto al secondo giorno del festival. Le proiezioni si svolgeranno il 31 maggio, ancora una volta nel centro sociale La Fusteria. Il tema della giornata sarà il postcolonialismo ed entrambi i documentari provengono da paesi extraeuropei. Il primo film si svolge in Cile mentre il secondo in Palestina. Siamo certi che People's Train of Culture e SUMUD vi faranno ripensare, o almeno riflettere ulteriormente sul ruolo che i gruppi emarginati hanno all'interno delle società, sui modi in cui questi gruppi possono essere integrati ed infine sul grande ruolo che questi possono svolgere indipendentemente dalle difficoltà che incontrano quotidianamente. Il gruppo di Mov(i)e Activism vi aspetta.